sabato 28 dicembre 2013

Caro anno nuovo ......

Caro anno nuovo , 
Ti scrivo questa lettera perchè sono giù di corda e spero che tu giovane e prestante , rottami un po' di cose....e ce n'è porti tante di belle!  Conosci Renzi, segretario del Pd , lui ti può insegnare molto sulla rottamazione un po' meno sul resto.
Ti pregherei di rottamare un po' di tasse che mi pare ne paghiamo già tante e in contemporanea trova chi non le paga, che lo sistemiamo noi.
Ti pregherei di mandare a casa chi si fa pagare da noi viaggi , trasferte , segretarie , portavoce e mutande pur avendo un bello stipendio , non abbiamo più neanche i soldi per pagarci abbonamento Actv, che tanto fra un po' ci toccherà andare a piedi anche in cimitero. Lì ci sono pochi utenti , il servizio è improduttivo e va tagliato ....
Elimina anche un po' di quei turisti "savattoni " che vengono a Venezia e ci chiedono che autobus devono prendere per andare a San Marco.
Portaci un po' di amministratori capaci di fare piccole cose, non ci servono le grandi opere , ma un po' di opere buone: i marciapiedi non rotti, le strade senza buche , le rive aggiustate,  i cartelli che indicano nei posti giusti, un po' di bagni pubblici e qualche giardino dove i turisti vadano a mangiare senza sporcare la città.
Porta un po' di armonia tra Actv , gondolieri , trasportatori e cittadini , siamo stufi delle liti e vorremmo che chi di dovere li mettesse attorno ad un tavolo e li facesse ragionare per il bene di tutti.
Portaci un po' di bambini in questa città c'è ne sono davvero pochi che sia perchè abbiamo poche scuole materne e asili nido? 
Portaci qualche giovane, anche questi scarseggiano, non so se sia perchè o lavori nel turismo o fai la fame... Qui gli "incubatori"si chiudono e l'amministrazione non li aiuta se non con corsi prematrimoniali.....
Portaci insomma  dei vagoni di buon senso, in città ne manca davvero ! Magari chiediamo al comune se ci presta un ufficio e potremmo distribuirlo a tutti ,  ci toccherebbe fare anche lo straordinario, ma lo facciamo volentieri, un saluto, vieni presto
Anna Brondino
 Caro anno nuovo , 
Ti scrivo questa lettera perchè sono giù di corda e spero che tu giovane e prestante , rottami un po' di cose....e ce n'è porti tante di belle!  Conosci Renzi, segretario del Pd , lui ti può insegnare molto sulla rottamazione un po' meno sul resto.
Ti pregherei di rottamare un po' di tasse che mi pare ne paghiamo già tante e in contemporanea trova chi non le paga, che lo sistemiamo noi.
Ti pregherei di mandare a casa chi si fa pagare da noi viaggi , trasferte , segretarie , portavoce e mutande pur avendo un bello stipendio , non abbiamo più neanche i soldi per pagarci abbonamento Actv, che tanto fra un po' ci toccherà andare a piedi anche in cimitero. Lì ci sono pochi utenti , il servizio è improduttivo e va tagliato ....
Elimina anche un po' di quei turisti "savattoni " che vengono a Venezia e ci chiedono che autobus devono prendere per andare a San Marco.
Portaci un po' di amministratori capaci di fare piccole cose, non ci servono le grandi opere , ma un po' di opere buone: i marciapiedi non rotti, le strade senza buche , le rive aggiustate,  i cartelli che indicano nei posti giusti, un po' di bagni pubblici e qualche giardino dove i turisti vadano a mangiare senza sporcare la città.
Porta un po' di armonia tra Actv , gondolieri , trasportatori e cittadini , siamo stufi delle liti e vorremmo che chi di dovere li mettesse attorno ad un tavolo e li facesse ragionare per il bene di tutti.
Portaci un po' di bambini in questa città c'è ne sono davvero pochi che sia perchè abbiamo poche scuole materne e asili nido? 
Portaci qualche giovane, anche questi scarseggiano, non so se sia perchè o lavori nel turismo o fai la fame... Qui gli "incubatori"si chiudono e l'amministrazione non li aiuta se non con corsi prematrimoniali.....
Portaci insomma  dei vagoni di buon senso, in città ne manca davvero ! Magari chiediamo al comune se ci presta un ufficio e potremmo distribuirlo a tutti ,  ci toccherebbe fare anche lo straordinario, ma lo facciamo volentieri, un saluto, vieni presto

 

domenica 3 novembre 2013

Veniceland ? Se gestito bene, si grazie !

È di pochi giorni fa il progetto di " Veniceland " in Sacca San Biagio, naturalmente lo scatenarsi di no a Venezia è inevitabile. La gente è stanca delle invasioni barbariche che puniscono la città. Credo però che questo, se gestito bene, potrebbe essere un progetto pilota per una nuova progettazione sostenibile di investimenti in città . Se di investimento si tratta veramente, si tratta anche di persone che li vanno a lavorare.
 Ora si potrebbero progettare intanto nuovi e innovativi mezzi di trasporto autosostenibili per portare le persone nel luogo , poi   dei nuovi modi di lavoro ( penso a telelavoro, partime, orari sostenibili per le mamme che ci lavorano),  modalità che centrino le esigenze delle persone.  Penso ad un nido nel parco, ma che possa essere usato anche da chi abita lì vicino ed anche a tutta una serie di servizi che possano dare una qualità di vita migliore con chi abita lì vicino.
Dal punto di vista tematico penso all'acqua,  a dei laboratori didattici per i bambini e sperimentali degli adulti, ad una sorta di parco dove la conoscenza  della cultura della laguna sia divertente , ma allo stesso tempo lasci un segno nelle menti delle persone e faccia capire loro quanto la nostra città sia fragile e quindi debba essere amata e rispettata.
Ecco il nuovo modo di fare impresa in città dovrebbe avere queste modalità:perseguire il guadagno certo , ma dare  dei vantaggi al territorio dove si investe, migliorando la qualità di vita degli abitanti  dal punto di vista economico, sociale e culturale.
Abbiamo visto che cosa ha portato la finanza dello "spremiagrumi "alla nostra città , sarebbe importante dare un bel segno di cambiamento che sia sostanziale e non solo elettorale .

martedì 22 ottobre 2013

Un bel discorso di Papa Francesco

All’Angelus domenicale Papa Francesco ha rivolto un pensiero riconoscente alle «tante donne che lottano per la loro famiglia, che pregano, che non si affaticano mai»: donne che «col loro atteggiamento ci danno una vera testimonianza di fede, di coraggio, un modello di preghiera». Ma ecco il testo completo della sua breve riflessione ispirata alla parabola evangelica della vedova insistente e del giudice disonesto: “Cari fratelli e sorelle, nel Vangelo di oggi Gesù racconta una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi. La protagonista è una vedova che, a forza di supplicare un giudice disonesto, riesce a farsi fare giustizia da lui. E Gesù conclude: se la vedova è riuscita a convincere quel giudice, volete che Dio non ascolti noi, se lo preghiamo con insistenza? L’espressione di Gesù è molto forte: «E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui?». “Gridare giorno e notte” verso Dio! Ci colpisce questa immagine della preghiera. Ma chiediamoci: perché Dio vuole questo? Lui non conosce già le nostre necessità? Che senso ha “insistere” con Dio? Questa è una buona domanda, che ci fa approfondire un aspetto molto importante della fede: Dio ci invita a pregare con insistenza non perché non sa di che cosa abbiamo bisogno, o perché non ci ascolta. Al contrario, Lui ascolta sempre e conosce tutto di noi, con amore. Nel nostro cammino quotidiano, specialmente nelle difficoltà, nella lotta contro il male fuori e dentro di noi, il Signore non è lontano, è al nostro fianco; noi lottiamo con Lui accanto, e la nostra arma è proprio la preghiera, che ci fa sentire la sua presenza accanto a noi, la sua misericordia, anche il suo aiuto. Ma la lotta contro il male è dura e lunga, richiede pazienza e resistenza - come Mosè, che doveva tenere le braccia alzate per far vincere il suo popolo. È così: c’è una lotta da portare avanti ogni giorno; ma Dio è il nostro alleato, la fede in Lui è la nostra forza, e la preghiera è l’espressione di questa fede. Perciò Gesù ci assicura la vittoria, ma alla fine si domanda: «Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Se si spegne la fede, si spegne la preghiera, e noi camminiamo nel buio, ci smarriamo nel cammino della vita. Impariamo dunque dalla vedova del Vangelo a pregare sempre, senza stancarci. Era brava questa vedova! Sapeva lottare per i suoi figli! E penso a tante donne che lottano per la loro famiglia, che pregano, che non si affaticano mai. Un ricordo oggi, tutti noi, a queste donne che col loro atteggiamento ci danno una vera testimonianza di fede, di coraggio, un modello di preghiera. Un ricordo a loro! Pregare sempre, ma non per convincere il Signore a forza di parole! Lui sa meglio di noi di che cosa abbiamo bisogno! Piuttosto la preghiera perseverante è espressione della fede in un Dio che ci chiama a combattere con Lui, ogni giorno, ogni momento, per vincere il male con il bene”.

mercoledì 16 ottobre 2013

A Venezia chiedo : si può vivere solo di turismo?

 

IL GAZZETTINO

Pag 1, 24 “A Venezia chiedo: si può vivere soltanto di turismo?” di Paolo Navarro Dina

L’uomo e la fede come amica, la centralità della famiglia, il Veneto e il destino della sua “capitale”: le riflessioni del Patriarca Moraglia

 

Nuovi discepoli per un nuovo Vangelo tra la gente. E sopra a tutto: la fede in un mondo in evoluzione. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia rilancia la riflessione. Da pochi giorni è in libreria il suo libro "Una fede amica dell’uomo" (Cantagalli Editore, 8 euro). Monsignor Moraglia ha accettato di rispondere ad alcune domande del Gazzettino.

Eccellenza, nell'introduzione al suo libro, citando le parole di Papa Francesco, si dice che la Chiesa è chiamata ad andare incontro al mondo, con profondo sguardo di fede e con condiscendenza e simpatia di fronte alle tante ferite degli uomini

«Parlando di una "fede amica dell’uomo" ho voluto ricordare che è proprio della fede cristiana porsi in profonda sintonia con Dio che cerca l’uomo nella concretezza della storia. A mio avviso è necessario ripartire dalla società, considerata come anima dello Stato. Mi riferisco qui ad un rinnovato impegno di animazione e "cultura sociale" che, soprattutto nel nostro Veneto, può trovare un terreno fertile. La recente esperienza della 47^ Settimana sociale di Torino: ci ha aiutato a cogliere come la famiglia sia elemento forte e realistico per la vita delle persone e della società; se la famiglia è debole, ci ritroveremo persone più fragili, una società e uno Stato più deboli».

Citiamo:"La città è luogo di crescita e di progresso, ma pure di un possibile allontanamento da Dio. La città è anche luogo di peccato e lontananza da Dio". E Venezia?

«A volte, guardando il costante flusso turistico che attraversa la città d’acqua, mi chiedo fino a che punto questa parte di Venezia possa percepire fino in fondo la situazione di crisi che in tante zone di quello che era detto il “ricco Veneto” si avverte in modo evidente. So, però, che pure qui si avvertono problemi non di poco conto e lo sanno bene gli operatori del settore. E ci si chiede: si può vivere, alla fine, solo di turismo? E, se fosse così, non si rischia di pagare lo scotto, pesante, di una città sistematicamente espropriata del suo vivere quotidiano? Nei prossimi mesi mi accingerò a svolgere una visita alle parrocchie del centro storico di Venezia. Attribuisco grande importanza a questi incontri diretti con i sacerdoti e i fedeli».

L'evoluzione del concetto di famiglia in una società in cambiamento. Venezia è stata coinvolta in questo dibattito...

«Mi ha colpito molto quanto Papa Francesco ha scritto ai cattolici italiani: per i cristiani “la famiglia è ben più che tema, è vita, tessuto quotidiano, cammino di generazioni che si trasmettono la fede insieme con l’amore e i valori morali fondamentali, solidarietà concreta”. E tutto questo è “per il maggior bene comune”. Per questo consideriamo la famiglia una priorità, secondo una concezione che viene non solo dalla fede ma anche da testi sulla cui laicità non si può dubitare, come la Costituzione italiana e la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. La famiglia, così intesa, non riguarda solo le aspirazioni e le esigenze individuali dei membri che la costituiscono; tocca, piuttosto, le aspettative della comunità perché risponde ad un interesse generale ed ha, quindi, una rilevanza unica nei confronti della società e dello Stato. Non è una delle tante possibili "compagnie" e promuovere la famiglia non intende mai andare contro qualcuno o discriminare in alcun modo nessuno».

È possibile ipotizzare la rifondazione di un "patto" partendo dalla dottrina sociale della Chiesa?

«Ogni ambito ha un suo contenuto ben determinato ma il loro appoggiarsi uno all’altro non è casuale poiché, alla fine, si tratta di riconoscere e promuovere la centralità dell’uomo. Nel testo che ho scritto per tali occasioni segnalo la necessità di una nuova “rivoluzione copernicana”: un passaggio fondamentale è che le diverse istituzioni civili e lo Stato riconoscano la priorità della famiglia nei confronti di ogni altra comunità e della stessa realtà statale. La prospettiva familiare è culturalmente e politicamente da valorizzare, anche per un reale riconoscimento della centralità della persona. Il rapporto costruttivo da realizzare tra vita, lavoro e famiglia da una parte e società e Stato dall’altra inizia da qui, dalla famiglia come soggetto dotato di specificità e priorità sociale».