sabato 24 novembre 2012

Giornata contro la violenza sulle donne

Domani è la giornata contro la violenza sulle donne , ci dobbiamo fermare a riflettere come mai nonostante tutte le campagne fatte dalle istituzioni ci siano ancora molte donne che subiscono maltrattamenti psicologici e fisici e che soffrano in silenzio.
Una legge antistalking è stata approvata , ma forse il percorso di denuncia è ancora troppo difficile e il coraggio e la forza d'animo a volte non sono sufficienti.
Il problema non è solo “fisico” , ma anche ed essenzialmente culturale. Per vedere un po' di luce infondo al tunnel dobbiamo fare un grossissimo lavoro di educazione nelle nuove generazioni e di riconversione alla dignità di tutte le persone negli adulti .
Mille sono le sottili discriminazioni che le donne vivono quotidianamente , sto pensando all'assenza di parcheggi rosa ,e di casse per le donne incinte , alle dimissioni in bianco che ancora oggi molte donne sono costrette a firmare , ai licenziamenti delle fabbriche in crisi ( le prime sono le donne) , al partime e al telelavoro che molte volte non vengono concessi …
Quindi , fermo restando che la violenza su un essere umano va condannata comunque , mi sento di dire alle donne che sono im molti casi deputate all'educazione dei figli, cominciamo dalle piccole cose di tutti i giorni ad educare i maschi fin da piccoli alle pari opportunità
.E' un'occasione straordinaria di trasmissione di un sapere che renderà veramente migliore la nostra soscietà

martedì 20 novembre 2012

Attenzione da una Cei che aspetta di capire meglio di Massimo Franco

La benedizione non c'è: non ancora, almeno. E non è detto che arrivi, e neppure che sia attesa. La Chiesa cattolica vuole capire bene che cosa sia spuntato nell'area moderata durante il fine settimana; quanto sia in linea con i convegni di Todi promossi nell'ultimo anno; e se l'iniziativa che ha come capifila il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, e il ministro della Cooperazione, Andrea Riccardi, moltiplicherà davvero la partecipazione in nome di un progetto di governo. Si sa che la Cei nell'ultima fase ha sostenuto il premier; e che i rapporti personali fra Benedetto XVI e Monti sono ottimi. Ma sul piano politico, il ruolo della Chiesa rimane segnato dalle convulsioni della Seconda Repubblica. Questo spiega l'attenzione e insieme la cautela nei confronti di quanto si sta muovendo. L'episcopato appare diviso fra chi in prospettiva punta ancora sul centrodestra; e chi, pur volendo la nascita di un altro «centro», teme sia privo di forza elettorale e subalterno alla sinistra. Alcune voci accreditano una velata freddezza dei vertici della Cei, che avrebbero voluto un riferimento esplicito alla difesa dei «valori non negoziabili» (no all'aborto, all'eutanasia, ai matrimoni fra omosessuali): sebbene non risulti, si fa notare, una richiesta in tal senso. Ma forse il vero spartiacque è, in Italia come in altri Paesi occidentali, fra chi ritiene che l'appartenenza religiosa vada rivendicata e affermata anche sul piano politico; e chi ritiene invece che questo approccio condanni la Chiesa e i suoi seguaci a una condizione di minoranza; al rischio di essere strumentalizzata da chi brandisce i suoi valori, e di vedere prevalere i suoi avversari ideologici. Insomma, è in atto un confronto aspro sul modo di declinare la presenza dei cattolici in politica: un dilemma drammatizzato dalle divisioni profonde, spesso irriconciliabili fra le sue componenti. Così, nonostante Monti sia apprezzato in Vaticano e tempo fa abbia incontrato anche il capo dei vescovi italiani, cardinale Angelo Bagnasco, eventuali punti di contatto non riguardano le strategie e le alleanze politiche ma il ruolo del governo: sul piano interno e internazionale. Fra l'altro, il presidente del Consiglio ha sempre tenuto a separare il suo ruolo istituzionale dalle sue convinzioni religiose: pur essendo notoriamente un cattolico convinto. Fra i promotori del movimento nato sabato scorso, la parola d'ordine di fatto è un trasversalismo che può suonare ambiguo ma è anche considerato un elemento di novità; e un modo per aiutare Monti. D'altronde, il progetto è quello di creare un'area moderata che appoggi Palazzo Chigi e spinga per la conferma del premier. Ma la spinta iniziale è stata quella di combattere il fenomeno dell'astensionismo, arrivato a percentuali inquietanti; e di contrastare la tentazione di una sorta di «grillismo bianco» antigovernativo e antipolitico da parte di spezzoni del mondo cattolico. Si tratta di un processo appena agli inizi. Tende a fare emergere le contraddizioni di un mondo sospeso per anni, anche suo malgrado, nell'orbita berlusconiana. Inutile forzare le tappe: occorrerà tempo per trovare un baricentro e interlocutori diversi.

Il manifesto del nuovo centro e i distinguo del mondo cattolico di Paolo Conti

- La convention di «Verso la Terza Repubblica» ha aperto un immediato confronto tra le diverse realtà cattoliche che guardano con forte interesse all'iniziativa. Sul palco, con Luca Cordero di Montezemolo, c'erano per esempio Andrea Riccardi, ministro del governo Monti ma soprattutto fondatore della Comunità di Sant'Egidio, e Andrea Olivero, presidente delle Acli. E sono già cominciati i distinguo. Primo tra tutti, e forse il più significativo, quello di Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano dei lavoratori, ovvero Mcl. Dopo le dimissioni di Natale Forlani è anche il portavoce pro tempore di Todi 2, il nuovo Forum delle associazioni cattoliche italiane. La posta in gioco: i «valori non negoziabili» (la difesa della vita, della famiglia fondata sul matrimonio, solo per fare un sintetico esempio) e le questioni sociali che spingono i cattolici a un rinnovato impegno politico. Dice Costalli: «Una delle motivazioni che ci spingono a mantenere una posizione di attesa è proprio l'assenza, nelle dichiarazioni iniziali e nei discorsi, di quei valori non negoziabili che per noi sono essenziali. Così come non ho trovato alcun accenno all'economia sociale di mercato». Non è proprio una bocciatura ma un distinguo sì. Costalli ricorda un dato per lui essenziale: «Todi 2 si è ricompattata su un documento molto chiaro in cui quei valori sono chiaramente presenti. Dunque dovremo riunirci, parlare, riflettere. Vogliamo arrivare unitariamente a una decisione e sarebbe sbagliata qualsiasi fuga in avanti. E altrettanto sbaglierebbe se qualcuno se l'aspettasse». A cosa si riferisce, presidente Costalli? «Sappiamo bene che quei valori creano non pochi problemi nell'area laica. Ma noi non possiamo né vogliamo rinunciarci, come qualcuno in realtà vorrebbe». I «si dice» si susseguono. Si parla di una preoccupazione della Conferenza episcopale italiana. Non solo per il testo iniziale della convocazione ma anche per la sorte dei Movimenti cattolici: un conto sarebbe un lavoro per dar vita a un vasto raggruppamento capace di attirare consistenti consensi elettorali, giustificando l'impegno di associazioni forti di migliaia di aderenti. Altro sarebbe un allargamento di Italia Futura. Non è un caso forse che, pur sollecitati, altri interlocutori come Sergio Marini (Coldiretti) e Luigi Marino (Confcooperative) preferiscano non intervenire nel dibattito. Andrea Olivero però ribatte: «Io, dal palco della convention, ho ricordato con chiarezza i nodi che ci premono. Cito letteralmente: "Voglio qui portare i valori che mi sono e ci sono più cari come cattolici. La tutela e la promozione della vita, a partire da quella più fragile e indifesa. La famiglia fondata sul matrimonio e aperta alla generatività, la libertà di educazione...". Naturalmente le ho presentate come proposte laicamente fondate, altrimenti sarei un integrista». Ma quale evoluzione si può immaginare? «Ricordo che il documento di convocazione non può essere inteso come programma fondante di un soggetto che è ancora tutto da definire. Nelle prossime settimane, quando si deciderà il tipo di impegno, si uscirà sicuramente dalla genericità approdando a una sintesi». Molto più neutra, infine, l'analisi di Gianfranco Brunelli, direttore del quindicinale «Il Regno» del Centro editoriale dei padri dehoniani: «Non mi risulta che il movimento patrocinato da Montezemolo possa essere definito come "formazione cattolica". Questo dibattito mi sembra mal impostato. Tocca di fatto al singolo cattolico impegnato in politica difendere e incarnare certi valori. Perché l'ispirazione cristiana di origine è immensamente più grande di qualsiasi luogo concreto in cui si possa esercitare una responsabilità politica...».

lunedì 19 novembre 2012

La vicenda Scalera ..uno scandalo

Alla cortese attenzione
del Sindaco Massimo Cacciari;
dell’assessore al Patrimonio e ai Lavori Pubblici Mara Rumiz



Oggetto: Edilizia Convenzionata Pubblica nell’area Scalera


L’Associazione 40xVenezia, tra i cui scopi rientra la difesa e la rinascita del tessuto socio-economico della città storica, chiede al Comune di Venezia lo stato di sviluppo del progetto di Edilizia Convenzionata Pubblica dell’area Scalera, rientrante nel più ampio accordo con Aqua Marcia relativo al recupero del Molino Stucky.
Facendo seguito al nostro Documento Casa 1.0 - presentato nel maggio 2008, che vi alleghiamo – e agli articoli non esaustivi usciti sugli organi di stampa, sottolineiamo la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla realizzazione e soprattutto sulla assegnazione delle case pubbliche della Scalera.
A tal proposito chiediamo all’amministrazione comunale nelle persone del sindaco Massimo Cacciari e dell’assessore del Patrimonio e dei Lavori Pubblici Mara Rumiz:

  • quale sia la quantità esatta, tra gli alloggi in corso di realizzazione, di quelli destinati alla vendita a prezzo convenzionato e quale il numero da assegnare in locazione alle fasce protette;
  • quale sia il taglio dei predetti alloggi;
  • quali siano i criteri previsti dal bando per l’assegnazione;
  • quali siano le modalità previste per favorire lo scorrimento della graduatoria in modo da scongiurare il rischio che alloggi destinati ad uno scopo di difesa del tessuto sociale finiscano sul libero mercato;
  • quali garanzie il Comune abbia attivato affinché le clausole previste dalla convenzione con Aqua Marcia abbiamo sufficiente copertura;
  • quali considerazioni siano state fatte in merito all’andamento del mercato immobiliare stante i recenti avvenimenti e quindi quali riflessioni questi eventi abbiano nella determinazione del nuovo prezzo convenzionato.

La presente missiva ha lo scopo di stimolare una efficace azione amministrativa sulle delicate questioni legate alla residenzialità sul territorio comunale, soprattutto riguardo la drammatica situazione della città storica. In attesa di un pronto riscontro a questa lettera ribadiamo la volontà di conoscere nel dettaglio le attività che codesta amministrazione comunale ha in essere, oltreché sull’area Scalera, per le aree di San Giobbe, Italgas (Gasometri S.Marta), San Pietro di Castello, Sant’Elena ex cantiere ACTV, e le politiche di recupero degli alloggi attualmente sfitti all’interno della città storica.
Stante l’estrema urgenza e delicatezza della questione residenzialità, siamo certi di un Vostro tempestivo chiarimento sulle politiche in corso, in mancanza del quale riterremo necessario coinvolgere l’opinione pubblica sul dramma sociale che questa città sta vivendo.