domenica 25 novembre 2012
sabato 24 novembre 2012
Giornata contro la violenza sulle donne
Domani è la giornata
contro la violenza sulle donne , ci dobbiamo fermare a riflettere
come mai nonostante tutte le campagne fatte dalle istituzioni ci
siano ancora molte donne che subiscono maltrattamenti psicologici e
fisici e che soffrano in silenzio.
Una legge antistalking è
stata approvata , ma forse il percorso di denuncia è ancora troppo
difficile e il coraggio e la forza d'animo a volte non sono
sufficienti.
Il problema non è solo
“fisico” , ma anche ed essenzialmente culturale. Per vedere un
po' di luce infondo al tunnel dobbiamo fare un grossissimo lavoro di
educazione nelle nuove generazioni e di riconversione alla dignità
di tutte le persone negli adulti .
Mille sono le sottili
discriminazioni che le donne vivono quotidianamente , sto pensando
all'assenza di parcheggi rosa ,e di casse per le donne incinte ,
alle dimissioni in bianco che ancora oggi molte donne sono costrette
a firmare , ai licenziamenti delle fabbriche in crisi ( le prime sono
le donne) , al partime e al telelavoro che molte volte non vengono
concessi …
Quindi , fermo restando
che la violenza su un essere umano va condannata comunque , mi sento
di dire alle donne che sono im molti casi deputate all'educazione dei
figli, cominciamo dalle piccole cose di tutti i giorni ad educare i
maschi fin da piccoli alle pari opportunità
.E' un'occasione
straordinaria di trasmissione di un sapere che renderà veramente
migliore la nostra soscietà
martedì 20 novembre 2012
Attenzione da una Cei che aspetta di capire meglio di Massimo Franco
La benedizione non c'è: non ancora, almeno. E non è
detto che arrivi, e neppure che sia attesa. La Chiesa cattolica vuole capire bene
che cosa sia spuntato nell'area moderata durante il fine settimana; quanto sia
in linea con i convegni di Todi promossi nell'ultimo anno; e se l'iniziativa
che ha come capifila il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo,
e il ministro della Cooperazione, Andrea Riccardi,
moltiplicherà davvero la partecipazione in nome di un progetto di governo. Si
sa che la Cei nell'ultima fase ha sostenuto il premier; e che i rapporti
personali fra Benedetto XVI e Monti sono ottimi. Ma sul piano politico, il
ruolo della Chiesa rimane segnato dalle convulsioni della Seconda Repubblica.
Questo spiega l'attenzione e insieme la cautela nei confronti di quanto si sta
muovendo. L'episcopato appare diviso fra chi in prospettiva punta ancora sul
centrodestra; e chi, pur volendo la nascita di un altro «centro», teme sia
privo di forza elettorale e subalterno alla sinistra. Alcune voci accreditano
una velata freddezza dei vertici della Cei, che avrebbero voluto un riferimento
esplicito alla difesa dei «valori non negoziabili» (no all'aborto,
all'eutanasia, ai matrimoni fra omosessuali): sebbene non risulti, si fa
notare, una richiesta in tal senso. Ma forse il vero spartiacque è, in Italia
come in altri Paesi occidentali, fra chi ritiene che l'appartenenza religiosa vada
rivendicata e affermata anche sul piano politico; e chi ritiene invece che
questo approccio condanni la Chiesa e i suoi seguaci a una condizione di
minoranza; al rischio di essere strumentalizzata da chi brandisce i suoi
valori, e di vedere prevalere i suoi avversari ideologici. Insomma, è in atto
un confronto aspro sul modo di declinare la presenza dei cattolici in politica:
un dilemma drammatizzato dalle divisioni profonde, spesso irriconciliabili
fra le sue componenti. Così, nonostante Monti sia apprezzato in Vaticano e
tempo fa abbia incontrato anche il capo dei vescovi italiani, cardinale Angelo
Bagnasco, eventuali punti di contatto non riguardano le strategie e le alleanze
politiche ma il ruolo del governo: sul piano interno e internazionale. Fra l'altro,
il presidente del Consiglio ha sempre tenuto a separare il suo ruolo
istituzionale dalle sue convinzioni religiose: pur essendo notoriamente un
cattolico convinto. Fra i promotori del movimento nato sabato scorso, la parola
d'ordine di fatto è un trasversalismo che può suonare
ambiguo ma è anche considerato un elemento di novità; e un modo per aiutare
Monti. D'altronde, il progetto è quello di creare un'area moderata che appoggi
Palazzo Chigi e spinga per la conferma del premier. Ma la spinta iniziale è
stata quella di combattere il fenomeno dell'astensionismo, arrivato a
percentuali inquietanti; e di contrastare la tentazione di una sorta di «grillismo bianco» antigovernativo e antipolitico da parte
di spezzoni del mondo cattolico. Si tratta di un processo appena agli inizi.
Tende a fare emergere le contraddizioni di un mondo sospeso per anni, anche suo
malgrado, nell'orbita berlusconiana. Inutile forzare le tappe: occorrerà tempo
per trovare un baricentro e interlocutori diversi.
Il manifesto del nuovo centro e i distinguo del mondo cattolico di Paolo Conti
- La convention di «Verso la Terza Repubblica»
ha aperto un immediato confronto tra le diverse realtà cattoliche che guardano
con forte interesse all'iniziativa. Sul palco, con Luca Cordero di Montezemolo,
c'erano per esempio Andrea Riccardi, ministro del
governo Monti ma soprattutto fondatore della Comunità di Sant'Egidio, e Andrea Olivero, presidente delle Acli. E sono già cominciati i distinguo.
Primo tra tutti, e forse il più significativo, quello di Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano dei
lavoratori, ovvero Mcl. Dopo le dimissioni di Natale
Forlani è anche il portavoce pro tempore di Todi 2, il nuovo Forum delle
associazioni cattoliche italiane. La posta in gioco: i «valori non negoziabili»
(la difesa della vita, della famiglia fondata sul matrimonio, solo per fare un
sintetico esempio) e le questioni sociali che spingono i cattolici a un
rinnovato impegno politico. Dice Costalli: «Una delle
motivazioni che ci spingono a mantenere una posizione di attesa è proprio
l'assenza, nelle dichiarazioni iniziali e nei discorsi, di quei valori non
negoziabili che per noi sono essenziali. Così come non ho trovato alcun accenno
all'economia sociale di mercato». Non è proprio una bocciatura ma un distinguo
sì. Costalli ricorda un dato per lui essenziale:
«Todi 2 si è ricompattata su un documento molto chiaro in cui quei valori sono
chiaramente presenti. Dunque dovremo riunirci, parlare, riflettere. Vogliamo
arrivare unitariamente a una decisione e sarebbe sbagliata qualsiasi fuga in
avanti. E altrettanto sbaglierebbe se qualcuno se l'aspettasse». A cosa si
riferisce, presidente Costalli? «Sappiamo bene che
quei valori creano non pochi problemi nell'area laica. Ma noi non possiamo né
vogliamo rinunciarci, come qualcuno in realtà vorrebbe». I «si dice» si
susseguono. Si parla di una preoccupazione della Conferenza episcopale
italiana. Non solo per il testo iniziale della convocazione ma anche per la
sorte dei Movimenti cattolici: un conto sarebbe un lavoro per dar vita a un
vasto raggruppamento capace di attirare consistenti consensi elettorali,
giustificando l'impegno di associazioni forti di migliaia di aderenti. Altro
sarebbe un allargamento di Italia Futura. Non è un caso forse che, pur
sollecitati, altri interlocutori come Sergio Marini (Coldiretti) e Luigi Marino
(Confcooperative) preferiscano non intervenire nel dibattito. Andrea Olivero però ribatte: «Io, dal palco della convention, ho ricordato
con chiarezza i nodi che ci premono. Cito letteralmente: "Voglio qui
portare i valori che mi sono e ci sono più cari come cattolici. La tutela e la
promozione della vita, a partire da quella più fragile e indifesa. La famiglia
fondata sul matrimonio e aperta alla generatività, la
libertà di educazione...". Naturalmente le ho presentate come proposte
laicamente fondate, altrimenti sarei un integrista».
Ma quale evoluzione si può immaginare? «Ricordo che il documento di
convocazione non può essere inteso come programma fondante di un soggetto che è
ancora tutto da definire. Nelle prossime settimane, quando si deciderà il tipo
di impegno, si uscirà sicuramente dalla genericità approdando a una sintesi».
Molto più neutra, infine, l'analisi di Gianfranco Brunelli, direttore del
quindicinale «Il Regno» del Centro editoriale dei padri dehoniani:
«Non mi risulta che il movimento patrocinato da Montezemolo possa essere
definito come "formazione cattolica". Questo dibattito mi sembra mal
impostato. Tocca di fatto al singolo cattolico impegnato in politica difendere
e incarnare certi valori. Perché l'ispirazione cristiana di origine è
immensamente più grande di qualsiasi luogo concreto in cui si possa esercitare
una responsabilità politica...».
lunedì 19 novembre 2012
La vicenda Scalera ..uno scandalo
Alla cortese attenzione
del Sindaco Massimo Cacciari;
dell’assessore al Patrimonio e ai
Lavori Pubblici Mara Rumiz
Oggetto: Edilizia
Convenzionata Pubblica nell’area Scalera
L’Associazione 40xVenezia, tra i cui
scopi rientra la difesa e la rinascita del tessuto socio-economico
della città storica, chiede al Comune di Venezia lo stato di
sviluppo del progetto di Edilizia Convenzionata Pubblica dell’area
Scalera, rientrante nel più ampio accordo con Aqua Marcia relativo
al recupero del Molino Stucky.
Facendo seguito al nostro Documento
Casa 1.0 - presentato nel maggio 2008, che vi alleghiamo – e agli
articoli non esaustivi usciti sugli organi di stampa, sottolineiamo
la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla realizzazione e
soprattutto sulla assegnazione delle case pubbliche della Scalera.
A tal proposito chiediamo
all’amministrazione comunale nelle persone del sindaco Massimo
Cacciari e dell’assessore del Patrimonio e dei Lavori Pubblici Mara
Rumiz:
- quale sia la quantità esatta, tra gli alloggi in corso di realizzazione, di quelli destinati alla vendita a prezzo convenzionato e quale il numero da assegnare in locazione alle fasce protette;
- quale sia il taglio dei predetti alloggi;
- quali siano i criteri previsti dal bando per l’assegnazione;
- quali siano le modalità previste per favorire lo scorrimento della graduatoria in modo da scongiurare il rischio che alloggi destinati ad uno scopo di difesa del tessuto sociale finiscano sul libero mercato;
- quali garanzie il Comune abbia attivato affinché le clausole previste dalla convenzione con Aqua Marcia abbiamo sufficiente copertura;
- quali considerazioni siano state fatte in merito all’andamento del mercato immobiliare stante i recenti avvenimenti e quindi quali riflessioni questi eventi abbiano nella determinazione del nuovo prezzo convenzionato.
La presente missiva ha lo scopo di
stimolare una efficace azione amministrativa sulle delicate questioni
legate alla residenzialità sul territorio comunale, soprattutto
riguardo la drammatica situazione della città storica. In attesa di
un pronto riscontro a questa lettera ribadiamo la volontà di
conoscere nel dettaglio le attività che codesta amministrazione
comunale ha in essere, oltreché sull’area Scalera, per le aree di
San Giobbe, Italgas (Gasometri S.Marta), San Pietro di Castello,
Sant’Elena ex cantiere ACTV, e le politiche di recupero degli
alloggi attualmente sfitti all’interno della città storica.
Stante l’estrema urgenza e
delicatezza della questione residenzialità, siamo certi di un Vostro
tempestivo chiarimento sulle politiche in corso, in mancanza del
quale riterremo necessario coinvolgere l’opinione pubblica sul
dramma sociale che questa città sta vivendo.
Iscriviti a:
Post (Atom)